Dopo le elezioni. Quale politica per la disabilità? Luci e ombre del programma Pdl
Vittoria netta della coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per le Autonomie: nei prossimi trenta giorni la nascita delle nuove Camere e la formazione del nuovo governo Berlusconi. Con il presidente della Fish Pietro Barbieri, un’analisi dei punti principali: accertamento unico, Testo delle tutele sociali, non autosufficienza. Con perplessità su Convenzione Onu e federalismo fiscale.
Luci e ombre, attese e speranze, sicurezze e incertezze. Dopo il netto successo dell'alleanza elettorale Pdl - Lega - Mpa, che porterà nel giro di un mese alla creazione di un nuovo governo Berlusconi, ci si interroga su quali potrebbero essere le conseguenze delle mutate condizioni politiche e parlamentari per il mondo della disabilità. Nell'analisi del presidente della Federazione italiana per il superamento dell'handicap Pietro Barbieri ci sono considerazioni positive e preoccupazioni che saranno sciolte, inevitabilmente, solamente alla prova dei fatti. Da un lato c'è consonanza con il programma del Pdl per quanto concerne la necessità della semplificazione (a partire dalle procedure uniche di accertamento) e della partecipazione delle associazioni alle scelte che saranno effettuate, soprattutto sul versante delle prestazioni; dall'altro lato però c'è preoccupazione per una apparente mancata consapevolezza sull'importanza della ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e sul federalismo fiscale. "Non siamo contrari in modo pregiudiziale - afferma Barbieri a proposito dell'ultimo punto - ma rischiamo di avere la fotografia legislativa di un sistema di protezione sociale differente a livello regionale: sarà importante valutare come verrà attuato, non solo in termini di legge con la definizione dei livelli essenziali di assistenza nel sociale, ma di pratiche quotidiane". E riserve ci sono anche sull'annunciata revisione della legge Basaglia (la 180/78), che la Fish vorrebbe fosse estesa anche ai disabili intellettivi e relazionali.
Barbieri ricorda il "decalogo" di richieste elaborato in campagna elettorale dalla Fish e al quale - in extremis - aveva risposto (a nome del responsabile del Dipartimento Politiche Sociali del Pdl Mario Mantovani e del coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi) il referente scientifico Leonardo Salvemini: nella lettera, era stato proposto in caso di vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, di istituire, con un provvedimento adottato dal primo Consiglio dei Ministri, un tavolo tecnico costituito da rappresentanti delle associazioni, Governo e Regioni per l'elaborazione di un "Testo Unico delle Tutele Sociali" che disciplini nel dettaglio le puntuali esigenze evidenziate dalla Fish, dopo aver effettuato la ricognizione di tutta la normativa esistente". Secondo la lettera dei rappresentanti del Pdl, i «pilastri fondamentali» di questo "Testo Unico delle Tutele Sociali", in "un elenco non esaustivo ma indicativo", potrebbero essere "il lavoro, l'educazione, i trasporti, le strutture residenziali e non, i servizi amministrativi". L'occasione del tavolo - si diceva - potrebbe valere per una completa riforma della legislazione esistente oggi disorganica, ambigua e di difficile applicazione e interpretazione".
"Auspichiamo - ragiona Barbieri - che i passaggi parlamentari sulla necessità di prestazioni sempre maggiori e di attenzione ai bisogni delle persone, come pure quelle di unificazione delle procedure di accertamento, siano condivisi anche dall'opposizione, se potranno esserci le condizioni". "Visto che le coalizioni si sono sfidate sulla sintesi - continua - i programmi elettorali del Pdl, così come quello del Pd, non avevano dato molto spazio alla disabilità: in quello stilato dai vincitori c'è in particolare un non meglio definito programma sulla non autosufficienza. Si tratterà dunque - chiosa il presidente Fish - di capire come intendono realizzarlo". E nel frattempo nota che l'allora ministro Tremonti (più che probabile titolare dell'Economia anche nell'esecutivo che verrà) espresse la propria contrarietà al disegno di legge in materia che la Commissione Affari sociali della Camera aveva approvato all'unanimità.
"Abbiamo bisogno di capire come intende governare il Pdl - afferma il presidente della Fish- e al riguardo, in passato, abbiamo avuto esperienze positive e negative: noi puntiamo ad innalzare i livelli di partecipazione in tutto il paese, a perseguire l'universalità delle prestazioni, a semplificare il sistema, a fare in modo che le singole persone possano esprimere il proprio progetto di vita individuale, a favorire l'inclusione e la libertà: anche il Pdl - conclude Barbieri - afferma di voler promuovere la libertà individuale, e noi speriamo che su questo non ci siano cedimenti, perché questo paese ha bisogno di uscire dalla categorizzazione della disabilità e di scegliere politiche di inclusione e libertà".
Fonte: Superabile.it (ska, 16/04/2008)