Assistenza e Vita indipendente. Il pensiero del ministro Ferrero
Il responsabile del dicastero della Solidarietà sociale precisa il contenuto delle opinioni espresse a proposito dell’assistenza alle persone con disabilità: “Sono favorevole ai servizi di assistenza personale per la Vita Indipendente, con pagamenti indiretti, ma contrario all’erogazione diretta di buoni e voucher, e all’erogazione di contributi economici a fondo perduto”.
Sì ai "Servizi di aiuto per la Vita indipendente" sotto il controllo delle Asl, no ai buoni e assegni di cura da spendere sul mercato privato dei servizi: è questo il pensiero del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero sulla questione dell'assistenza diretta o indiretta alle persone con disabilità. Il titolare del dicastero di via Fornovo, che nei giorni scorsi aveva tracciato un bilancio della sua attività governativa in materia di politiche per la disabilità, chiarisce ora a Superabile il suo pensiero, anche in virtù dell'importanza che tale questione riveste per le persone con disabilità e le loro famiglie.
"Ritengo che la Vita indipendente - afferma Ferrero - sia un diritto della persona con disabilità grave e come tale è riconosciuto dalla Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che ho avuto l'onere di sottoscrivere, in sede Onu, a nome del governo italiano". "L'assistenza personale indiretta - fa notare il ministro - è una possibilità riconosciuta dalla legge 104/92, come modificata dalla 162/98 e la sua attuazione è di fatto nelle mani delle regioni: le scelte regionali in materia di servizi sociali possono promuoverla o meno. Il federalismo all'Italiana e la riforma del titolo V della Costituzione hanno prodotto 20 legislazioni sociali regionali e nessun diritto esigibile per le persone con disabilità grave".
"In questo quadro normativo e di attuazione - è il pensiero di Ferrero - sono favorevole ai servizi di assistenza personale per la Vita Indipendente, con pagamenti indiretti, appunto già previsti dalla legge, ma sono invece contrario all'erogazione diretta di buoni e di voucher, come avviene in Lombardia, e all'erogazione di contributi economici a fondo perduto motivati come azione di contrasto alla residenzialità". "Un conto - prosegue il ministro - sono i Servizi di Aiuto per la Vita Indipendente e relativi programmi attuativi, sotto il controllo delle ASL, che contemplano la verifica dell'efficacia dei servizi erogati e le rendicontazioni di spesa, un conto sono i buoni o gli assegni di cura da spendere sul mercato privato dei servizi".
"Personalmente - specifica il titolare della Solidarietà sociale - seguo con attenzione l'evolversi della situazione e, per quanto possibile, lo stesso dibattito del "Movimento per la Vita Indipendente" che ho incontrato come ministro e spero di incontrare ancora: sulle modalità di assistenza, sulla filosofia di Vita Indipendente, sulle possibili traduzioni legislative regionali e nazionali so che la discussione è aperta e vivace anche nel "Movimento", e ne sono lieto". "Serve - è la conclusione - un ampio confronto e una spinta decisa in direzione dell'esigibilità dei diritti". (ska)
Fonte: Superabile.it (ska, 09/04/2008)