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La scuola, passato e presente nell’integrazione delle diversità

La scuola d’oggi è ben diversa da quella che avviò il processo d’integrazione dalla fine degli anni Sessanta. “La spinta propulsiva, ideale, culturale di allora è venuta meno, sia per il naturale evolversi delle cose della vita, sia per il mutato clima politico e socioculturale, sia per il normale ricambio generazionale”. L’analisi di Salvatore Nocera.

La scuola d'oggi è ben diversa da quella che avviò il processo d'integrazione dalla fine degli anni sessanta agli anni settanta ed ottanta. Infatti la spinta propulsiva, ideale, culturale e talora anche ideologica di allora è venuta meno, sia per il naturale evolversi delle cose della vita, sia per il mutato clima politico e socioculturale, sia per il normale ricambio generazionale. Allora ci battemmo per ottenere le norme; oggi, chi opera trova le norme belle e fatte come cosa normale e routinaria; inoltre l'agenda politica è mutata.

Oggi l'integrazione degli alunni con disabilità è "fuori moda", soppiantata da fenomeni nuovi come l'integrazione degli alunni stranieri che nel giro di pochi anni hanno raggiunto e superato di quasi il triplo il numero degli alunni con disabilità certificata, attestati intorno ai 180 o 190 mila. Oggi sono al centro dell'attenzione politica ci sono i casi di bullismo e si ritiene che ormai i problemi organizzativi dell'integrazione degli alunni con disabilità siano stati definitivamente risolti, senza pensare che tali problemi continuano a sussistere. Inoltre con il crescere del numero degli insegnanti per il sostegno, specializzati e non, l'impegno dei docenti curricolari si è venuto sempre più riducendo, determinando, di fatto, una delega ai primi. Su questi insegnanti si abbatte impietoso il precariato, che, sommandosi, a retribuzioni inferiori alle aspettative, determinano sfiducia, incertezza per il futuro e scarsa tensione di coinvolgimento.

Fonte: SuperAbile.it (Salvatore Nocera, 14/08/2008)


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