«La nostra scuola è aperta ai disabili»
La preside sulla vicenda della ragazza down di Irgoli rimasta fuori dal corso musicale: nell'iscrizione non risultava l'handicap.
NUORO. «L'istituto magistrale di Nuoro vanta una solida tradizione nell'accoglienza e nella formazione degli alunni disabili, grazie al lavoro combinato di tutto il personale la cui professionalità si è consolidata nel tempo». Parole della dirigente scolastica del “Satta” Carla Marchetti che interviene sulla vicenda della ragazza down di Irgoli. La mamma era decisa a iscriverla nel corso musicale, ma nella stessa classe c'era già un allievo down. Secondo le norme - richiamate dalla scuola - due portatori di handicap in classe sarebbero troppi. Così la ragazza di Irgoli frequenterà il corso pedagogico ma avrà, comunque, la possibilità di seguire le lezioni di musica. Una soluzione adottata con la formula della cosiddetta classe aperta, segno - spiega la dirigente - della disponibilità della scuola verso i disabili. Non a caso nel 2007-2008 qui sono stati registrati 16 disabili che nel 2008-2009 diventano 18. «Non è costume della scuola rifiutare l'iscrizione, anche se ognuna deve avvenire nella cornice disegnata dall'apparato normativo che fissa tempistica e parametri per la formazione delle classi, specie quelle con gli allievi svantaggiati che non possono superare le 25 unità (20 in presenza di portatori di handicap grave)», sottolinea la dirigente. E a proposito della ragazza di Irgoli spiega: «Risultava iscritta alla nostra scuola come normodotata. Solo alla fine di maggio ci è stata comunicata dalla scuola media di appartenenza la presenza di un handicap». Un equivoco, dunque, sarebbe all'origine della vicenda. «Vista l'impossibilità di esaudire la richiesta di frequenza del corso musicale, in cui risultava già iscritto un altro allievo disabile, ho contattato la famiglia con cui ho avuto un incontro a luglio. Si è proposto, non imposto, un altro corso. L'offerta formativa prevede anche il lavoro in classi aperti che consente proprio agli alunni disabili di accedere a opportunità non necessariamente contemplate dal corso di appartenenza». Così l'allieva di Irgoli potrà fare tutte quelle ore di musica che il consiglio di classe indicherà nel cosiddetto piano educativo individualizzato. «Capisco le ansie dei genitori - conclude la preside - ma voglio sottolineare che ogni iscritto per noi è “persona” e l'accompagniamo nel percorso formativo che valorizzerà le sue potenzialità. Ciò vale per ogni nostro allievo, svantaggiato o normodotato. Comunque, il riguardo per l'individualità e le sue aspirazioni non può andare a detrimento della norma che come comunità educante siamo tenuti tutti a conoscere e rispettare».
La vicenda fa comunque discutere. Il consigliere regionale Marco Espa, ex presidente dell'Associazione dei bambini cerebrolesi e componente dell'osservatorio ministeriale per l'integrazione degli alunni disabili, dice: «Il diritto all'istruzione dell'alunno con disabilità è superiore a qualunque problema della scuola. La legge dice che nella stessa classe possono stare due disabili, di cui uno grave e l'altro no. Non esiste una norma che dica che nel caso di due alunni disabili si debba dividere l'orario dell'insegnante di sostegno. Se c'è bisogno di maggiore assistenza, si fa la richiesta alla direzione regionale. Ci sono casi analoghi, cioè con due ragazzi disabili in uno stesso corso, risolti felicemente. Per questo faccio appello a tutti i professionisti del settore per risolvere positivamente questa vicenda. Piuttosto, dobbiamo lottare contro i tagli degli insegnanti di sostegno». Proprio sui tagli lancia l'allarme Giuseppe Argiolas, del direttivo nazionale del Ciis (coordinamento italiano insegnanti di sostegno). In Sardegna - denuncia - sono previsti 200 insegnanti in meno. Nella provincia di Nuoro il taglio equivarebbe a poco meno di 50 unità. Numeri in controtendenza rispetto alle previsioni della direzione scolastica regionale che conta, invece, di aggiungere 770 insegnanti di sostegno agli attuali 1890. Anche Argiolas sottolinea che il rapporto che prevede un insegnante di sostegno per ogni alunno disabile non è un obbligo. «Ci sono stati casi con tre alunni disabili e tre ore di sostegno. E altri conclusi con la decisione del Tar, a cui si sono rivolte le famiglie, che ha disposto 36 ore di sostegno. Dobbiamo, comunque, fare i complimenti alla scuola di Nuoro perché non è da tutti adottare la formula della classe aperta per garantire l'integrazione di questi alunni e il diritto allo studio».
Fonte: L'Unione Sarda (13/08/2008)