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Due «cene al buio» per capire la cecità

What Cena al buio
When 2008-11-21
from 20:00 to 23:30
Where Hotel Angelini, Arco (Trento)
Contact Phone 0464/505279
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Nel ristorante ogni fonte di luce è oscurata. Nel buio assoluto, camerieri ciechi servono portate che non si possono vedere con gli occhi, ma sentire più intensamente con l'olfatto e il gusto. È l'esperienza che vivranno stasera e domani cento persone senza problemi di vista al ristorante dell'Hotel Angelini di via Gardesana 19, ad Arco (Trento).

Si tratta delle «Cene al buio», che dal 2004 vengono organizzate dalla sezione di Trento dell'«Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti» per sensibilizzare e far conoscere i problemi dei non vedenti, che nella nostra provincia sono 750 (568 gli iscritti all'Unione), a cui vanno aggiunti circa 2.000 ipovedenti. In questi anni sono stati almeno cinquemila i "normodotati" che hanno partecipato a questa singolare e forte iniziativa in varie località del Trentino. Per l'Alto Garda è invece la prima volta, grazie all'impegno dell'«Associazione Prisma» di Arco, dove ha un ufficio in piazza Marchetti (messo a disposizione dalla Cassa Rurale), e la sede per le attività a Villa Althamer, in uno spazio concesso, sempre in comodato gratuito, dal Comune. Fondato nel 1990, il sodalizio opera nell'ambito del Comprensorio C9 e ha come obiettivo statutario «la promozione umana e l'integrazione sociale delle persone disabili e delle loro famiglie», attraverso molteplici attività, che vanno dall'informazione ad una serie di corsi pratico-didattici come la musicoterapia, l'ippoterapia, la danzaterapia, l'arteterapia, l'animazione corporea e altro ancora. I soci sono 130, mentre 24 sono i volontari attivi. Undici persone compongono il direttivo. «Siamo una piccola associazione, ma negli anni siamo cresciuti. L'idea di portare le "cene al buio" nel Basso Sarca nasce dalla nostra partecipazione ad una di queste in Valsugana. Eravamo una dozzina e tutti sono rimasti molto colpiti, tanto che abbiamo chiesto all'Unione ciechi la disponibilità per una tappa nella nostra zona. La risposta è stata ottima: con due turni da 50 abbiamo subito fatto il tutto esaurito», racconta Lorenza Aleotti, presidente di «Prisma» e anche lei non vedente. «Queste cene si sono rivelate meglio di uno spot televisivo o di un opuscolo, per sensibilizzare e far conoscere il mondo di chi vive al buio», spiega Ferdinando Ceccato, presidente della sezione trentina dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. «L'iniziativa - prosegue - nasce dai positivi risultati dei "dialoghi al buio" al Mart di Rovereto che, nel 2003 e nel 2004, aveva coinvolto più di 24 mila persone. Dalla parola, siamo quindi passati alla tavola, totalizzando in quattro anni 5.000 contatti nel solo Trentino, perché con le "cene al buio" siamo stati anche in altre regioni: dal Veneto alla Lombardia, alla Toscana, arrivando fino a Trieste. E non si contano più le persone che hanno partecipato ai nostri "bar al buio". Alla fine quindi migliaia di trentini, e non solo, hanno potuto toccare con mano i problemi e conoscere le difficoltà che effettivamente i ciechi incontrano nella vita di tutti i giorni, ma anche avere la possibilità di utilizzare meglio gli altri sensi, dall'olfatto al gusto, senza farsi distrarre dall'aspetto di certi piatti molto coreografici, che rischiano di fare passere in seconda linea sapori e profumi». Per servire ai tavoli del ristorante rigidamente oscurato («buio pesto» sottolinea Ceccato), la sezione di Trento dell'Unione ha a disposizione uno staff di dieci camerieri non vedenti. E altri se ne stanno formando. Il gruppo che servirà a tavola stasera e domani alle 20 all'Hotel Angelini, ha già compiuto un primo sopralluogo per prendere le misure degli spazi a disposizione e mappare i tracciati entro i quali ognuno si dovrà muovere.

Fonte: l’Adige.it (Beppe Bonura, 21/11/2008)


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